E Dio disse a Noè: "Nei miei decreti, la fine d’ogni carne è giunta; poiché la terra, per opera degli uomini, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò, insieme con la terra...."
Questo è l'inizio di quanto riportato dalla Bibbia. Dio per punire gli uomini decise di purificare la terra mandando una torrenziale pioggia che durò per quaranta giorni e quaranta notti. Noè, che era un uomo retto, fu scelto da Dio insieme alla sua famiglia per organizzare il salvataggio degli animali e dare il via ad un nuovo mondo puro. Gli fu ordinato di costruire un'arca delle dimensioni di 300 cubiti di lunghezza (156 metri), 50 cubiti in larghezza (26) e 30 in altezza (15).
All'interno di essa, doveva caricare una coppia di ogni specie animale. L'arca doveva garantire la vita a tutti i suoi passeggeri durante il diluvio ed il successivo periodo di 150 giorni,al termine dei quali, Noè inviò una colomba per capire se vi erano terre emerse ed essa tornò con un ramoscello di ulivo a conferma del fatto che la purificazione di Dio era finita.
L'arca, secondo le Sacre Scritture, si posò sulle cime del monte Ararat, sull'odierno confine tra Turchia e Armenia. Dopo lo sbarco, Noè ed i suoi figli fecero un sacrificio a Dio per ringraziarlo. Proprio nel luogo dove avvenne questo adempimento liturgico, nel III secolo dopo Cristo venne costruito un monastero, nell'attuale città di Echmiadzin. All'interno della Chiesa è custodita una croce fatta del legno che, secondo le credenze, proviene proprio dall'arca. Questa reliquia fu portata dal monaco Giacobbe, poi diventato santo, che volendo scalare l'Ararat per trovare l'arca, fu più volte fermato da Dio perchè aveva proibito l'accesso al monte che alla fine ebbe pietà di lui e gli donò una trave di legno.
Il mito dell'arca costruita per scampare al diluvio mandato da divinità superiori si ritrova in molte religioni e in leggende di popolazioni antiche. La più antica riguarda il mito sumerico dell'Epopea di Gilgamesh, la quale diede inizio alle civiltà mesopotamiche. Il diluvio universale viene raccontato anche nell'Islam: lo stesso Noè è uno dei cinque profeti della religione musulmana. Ma ci sono tracce del diluvio e dell'arca anche in Alaska e California, nel sud America e nella mitologia classica e romana antica.
Soprattutto negli ultimi secoli, l'uomo si è prodigato nella ricerca dell'arca. Il primo tentativo ufficiale documentato fu quello nel 1876 di Sir James Bryce, che trovò una pezzo di legno lavorato a mano ed asserì che fosse un pezzo dell'arca. Durante la Seconda Guerra Mondiale, numerosi furono gli aerei che sorvolarono l'Ararat, ed alcuni piloti raccontarono di aver visto una sagoma del monte che ricordava la forma e le misure dell'arca. Negli anni 50, Rafael Navarra e suo figlio Fernand, durante una spedizione sul monte, recuperarono tra i ghiacci dei legni lavorati. La ricerca, comunque viene ostacolata dalle autorità turche che non concedono tanto facilmente il permesso per esplorare il monte Ararat, in quanto zona di confine, e la maggior parte dei tentativi fallisce proprio per questo.
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