Alla fine del XIV secolo l'abate François-Bérenger Saunière era a capo della parrocchia di Rennes le Château, un piccolo paese ai piedi dei Pirenei francesi nella regione Linguadoca Rossiglione. Nel 1887 ottenne l'autorizzazione per effettuare la ristrutturazione della chiesa di Santa Maddalena. Durante i lavori, successe qualcosa che avrebbe radicalmente cambiato la vita dell'abate.
A seguito di questi accadimenti, il tenore di vita di Saunière crebbe incredibilmente, riusci a spendere ingenti quantità di denaro per costruire una serie di eleganti costruzioni tra cui una villa, dei giardini, una balconata panoramica, una torre-biblioteca e una serra per gli animali esotici. Ma quali sono i fatti che successero durante il restauro?
Leggendo alcuni resti del diario del parroco, si nota un appunto relativo al ritrovamento di un tesoro. Nello spostare l'altare della chiesa, Sauniere trovò alcuni documenti. Queste carte furono prima portate al Vescovo della vicina Carcassonne, e successivemente con la sua autorizzazione portate dallo stesso Sauniere a Parigi. Non è chiaro lo scopo di tale viaggio, ma secondo le fonti del tempo, l'abate passo numerose ore al Louvre e in circoli esoterici. E da qui partono le più disparate ipotesi sul tesoro di Rennes le Chateua.
I documenti trovati da Sauniere, potevano contenere verità sconosciute sulla vita di Cristo e di Maria Maddalena. La regione in cui ci troviamo, è molto vicina alle terre dei Catari, che sostenavano un matrimonio proprio fra Cristo e Maddalena. Sauniere avrebbe potuto ricattare la chiesa o vendere le sue informazioni. Un'altra teoria percorre la storia di un ordine cavalleresco molto discusso, i Templari. Secondo la leggenda, l'ordine custodiva il tesoro recuperato dal tempio di Salomone, che potrebbe essere stato nascosto sotto la chiesa di Maria Maddalena. Restando nel razionale, alcuni sospettano che Sauniere fosse coinvolto in un grande traffico di vendite di messe.
Ma gli indizi che lasciano presagire un grande mistero sono molteplici, a partire dalle particolarità della chiesa: sul portone d'ingresso vi è la scritta "terribilis est locus iste" ovvero "questo luogo è terribile", abbastanza insolito per una chiesa; l’acquasantiera è retta da un demone la cui figura è tratta da un libro della biblioteca di Sauniere. In quel libro il demone viene chiamato “Asmodèo”: nella mitologia ebraica era questo il nome del re dei demoni e il guardiano del tesoro di Salomone; In un mosaico sopra l’altare è raffigurata l’Ultima Cena con una donna, ai piedi del Cristo, con una coppa in mano. Un accoppiamento quello tra Ultima Cena e Maria Maddalena che non trova riscontro nel racconto della Bibbia; infine, tracciando una M (Maddalena) le iniziali dei nomi dei santi raffigurati dalle statue collocate nella Chiesa formerebbero la parola GRAAL (Germana, Rocco, Antonio Eremita, Antonio da Padova, Luca).
Altri misteri, nascono dagli avvenimenti di contorno ai fatti principali. Numerosi personaggi importanti hanno fatto visita a Sauniere, e continuano a visitare il sito. Ci fu anche un interessamento di Hitler, che mandò alcune truppe a fare degli scavi.
Nelle note scritte dal Capomastro che aveva eseguito i lavori, vi è scritto che gli fu ordinato di nascondere una cassa sotto la torre Magdala (bibblioteca). Studi recenti, hanno trovato tramite le moderne tecnologie di scansione, un parallelepipedo sotto la torre. Ma non è possibile recuperarla perchè a Rennes le Chateau, secondo una legge comunale è vietato scavare.
La cosa più sconcertante è che l'abate non ha mai voluto rivelare come aveva fatto a trovare tutti quei soldi. Per questo motivo fu sospeso dall'incarico per alcuni anni. Quando in punto di morte (1917), fece l'ultima confessione, il prete che doveva ungerlo rimase sconvolto e non gli concesse l'esterma unzione.
Tutte le sue fortune passarono a Marie Denardaud, la perpetua. Ma anche lei ebbe estremo riserbo sull'origine del denaro, Alla fine della Seconda Guerra mondiale, con l’introduzione dei nuovi franchi, veniva chiesto a chi voleva cambiare le vecchie monete con le nuove, la provenienza di quelle somme. La Denardaud non volle mai sottoporsi a questo interrogatorio e si racconta che avesse bruciato grossi mucchi di banconote. Anche lei si è portata il suo segreto nella tomba. Solo una volta, si lasciò scappare che «La gente che vive qui cammina sull’oro e non lo sa». |